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Sant’Angelo Limosano

A circa 900 metri sopra il livello del mare, nel lembo di terra che divide il corso del fiume Trigno a nord dal Biferno a sud, è arroccato Sant’Angelo Limosano, un piccolo borgo di circa 300 abitanti. Entrando in paese - dopo aver percorso la caratteristica rampa delimitata da eleganti arcate realizzate con conci di pietra - si può godere di un panorama mozzafiato che abbraccia un orizzonte molto vasto: quando il cielo è terso l'occhio spazia dalle cime della Maiella fino alle lontane isole Tremiti. A circa due chilomentri dal paese c'è inoltre l'occasione di immergersi in magnifici scenari facendo una passeggiata fino al santuario della Madonna delle Stelle.

Sant'Angelo, un borgo medievale

Sorto nella seconda metà dell’XI secolo, Sant'Angelo fu la rocca del vicino paese Limosano. Già al primo sguardo risultano evidenti le origini medievali del paese, che è caratterizzato da strade strette, un tessuto urbano compatto e case in pietra che seguono la naturale conformazione della collina.

Le vicissitudini del paese si configurano perfettamente nelle intricate vicende dell’Italia centro-meridionale dell’epoca. Appartenne al feudo della casata di Montagano, fu acquistato nel 1477 da Gerardo di Appiano, fu concesso dal re Aragonese alla famiglia di Capua e tra la fine del XV e l’inizio del XIX secolo fu feudo dei Carafa, dei Formica, dei Ferri e infine dei de Attelis.Tutti questi eventi testimoniano la complessità storica dell’Italia medievale e anche il lento processo d’eversione del feudalesimo che, soprattutto in quelle zone, non coincise con la sua abolizione (1806) e di cui, ancora oggi, sono percepibili delle tracce.

Originariamente il paese era dominato da una rocca longobarda che alla fine del XVIII secolo venne demolita. Questo avvenimento coincise con la costruzione del palazzo signorile - che esiste tuttora - e determinò lo spostamento del potere politico dall’alto del castello al centro abitato. A tale slittamento seguì un’importante rinascita economica che coinvolse tutta la comunità del borgo. Determinanti per la crescita del paese furono anche le importanti iniziative intraprese dal cardinale Vincenzo Maria Orsini, futuro Benedetto XIII, che ebbe un ruolo centrale nei restauri e nelle riedificazioni realizzati nella diocesi di Benevento a seguito del disastroso terremoto del 1688.

vidi e conobbi l'ombra di colui
che fece per viltade il gran rifiuto

Divina Commedia, Inferno, III canto
Dante Alighieri

Il borgo è famoso anche per aver dato i natali - probabilmente - a Pietro del Morrone (1215–1296), il futuro papa Celestino V. La storia lo ricorda come il papa del “gran rifiuto” perché abdicò al potere nel 1294. L'uomo morì triste e solo nella provincia di Frosinone dopo esser stato deportato e imprigionato per volontà del suo successore, papa Bonifacio VIII, che temeva potesse diventare un simbolo di opposizione. Altri, invece, pensano che la città natale di Celestino V sia Isernia: il dibattito è ancora vivo e acceso. Sicuramente, sant’Angelo di Limosano conserva luoghi e tradizioni legati a questa personalità, come la “fonte di San Pietro” e la celebrazione della sua festa: ogni anno il 19 maggio in via San Rocco viene allestita una vivace fiera-mercato.

Il borgo diede i natali anche allo scienziato Alessio Marone, a cui è dedicato il corso principale, noto per aver inventato il telegrafo ad azione elettromagnetico-chimica e i ponti tubolari a croce di malta.

Una passeggiata per le vie de borgo

Entrare a Sant’Angelo Limosano significa innanzitutto percorrere la magnifica rampa che si snoda lungo tutto il borgo, offrendo un viaggio panoramico fino al centro abitato. Costruita tra il 1906 e il 1912, prende il nome di rampa Vittorio Emanuele III e fu progettata per collegare il centro storico con la Strada Provinciale 73 diramazione Bifernina.

Già dalla rampa è possibile ammirare la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta in Cielo, un’imponente struttura che s’affaccia sulla piazza principale. La chiesa, del XII secolo a navata unica, presenta il tetto in capriate di legno e ha un altare maggiore di marmi policromi del XVIII secolo. La zona del presbiterio risalta alla vista perché vi sono due angeli in altorilievo che reggono un ovale con la scritta “Domus orationis vocabitur”.

Un altro sito interessante è la chiesa di San Pietro Celestino, famosa per esser legata - assieme ad altri luoghi e tradizioni dei santangiolesi - alla figura del papa Celestino V. Curiosamente, nel 1695 il cardinale Vincenzo Maria Orsini trasformò l’edificio in un granaio perché la ristrutturazione non seguì le sue disposizioni. Altri luoghi connessi alla figura di Celestino V sono il Colle e la Fonte di San Pietro, da cui inizia a sgorgare l’acqua poco prima del 19 maggio, data in cui si celebra la festa commemorativa del papa angelico.

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Santuario della Madonna delle Stelle bookmark

(Sant'Angelo Limosano, CB)

Prezzo: gratuito

Apertura: orari variabili, contattare la struttura

Il santuario ha una storia particolare: benché sia una costruzione recente - è stato innalzato nel 1928 - ha un'origine piuttosto antica. Nella zona dove si trova ora la chiesa vennero rinvenuti alcuni mattoni, un quadretto raffigurante la Madonna e dei frammenti di statua: la scoperta validò l’ipotesi per cui secoli addietro lì sarebbe sorta una chiesa. Secondo lo storico locale Domenico Foligno il complesso religioso sarebbe esistito già nel 1600, dal momento che su uno dei mattoni rinvenuti si poteva ancora leggere l'anno di produzione, ovvero il 1624. Questa scoperta spinse la comunità a costruire nuovamente il santuario - aperto tutt’ora ai fedeli - che recentemente è stato tappa de “Il cammino del Romanico”, una delle iniziative proposte per il venticinquesimo Giubileo.

L'edificio si trova all'interno di un quieto e sereno parco, immerso nel verde e circondato da fontane e tavoli in legno su cui è possibile rilassarsi e rifocillarsi. La chiesa è formata da una navata centrale intersecata da due ali laterali, che danno al complesso architettonico una pianta a croce. Il santuario è oggi meta di pellegrinaggi sia dei santangiolesi sia degli abitanti di paesi limitrofi, soprattutto il 22 agosto, giorno in cui si celebra la Madonna delle Stelle.

Tradizioni e festività

Nella penultima settimana di agosto si concentrano due delle più famose festività dei santangiolesi: il 22 agosto si celebra la Madonna delle Stelle mentre il 18 agosto viene allestita la sagra delle “Pezzate e fasciuole”. Queste feste celebrano l’estate molisana ma soprattutto il ritorno degli emigrati, accolti con estremo affetto dai pochi abitanti del luogo; la pezzata e le fasciuole sono - naturalmente - solo alcune delle specialità gastronomiche che si possono gustare in queste occasioni. Il 19 maggio - invece - c’è la festa dedicata al patrono Celestino V, durante la quale viene allestita una fiera-mercato in via San Rocco.

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Panorami cinematografici dai colli di Sant'Angelo Limosano
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