Bagnoli del Trigno, tanto bella da essere soprannominata la "Perla del Molise", è un'affascinante cittadina in provincia di Isernia situata a ridosso di un imponente massiccio roccioso che sovrasta la valle del fiume Trigno. Proprio a causa di questa sua particolare posizione il paese è diviso in due zone ad altitudini diverse: la "Terra di Sotto", a 660 metri sul livello del mare, e la "Terra di Sopra", che raggiunge i 783 metri nel suo punto più alto.
Bagnoli del Trigno è un vero e proprio gioiello architettonico dove elementi gotici, barocchi e medievali si intrecciano armoniosamente, creando un'atmosfera unica: le viuzze pittoresche e tortuose - che si arrampicano letteralmente sulle rocce - portano a panorami da cartolina e arrivano fino ai resti di un castello longobardo che domina le case da uno sperone di roccia.
La nascita del borgo non ha un’origine certa ed è difficilmente documentabile. Intorno alla sua fondazione si narrano alcune leggende: il borgo potrebbe essere stato fondato da un cavaliere che aveva trovato refrigerio e si era dissetato bagnandosi nelle acque del fiume Trigno; oppure, il nome potrebbe derivare da un antico complesso termale - "Balneoli" - intorno a cui sorsero le prime abitazioni; infine, c'è chi sostiene che il paese sia nato durante le invasioni barbariche, quando alcune tribù cercarono rifugio sotto il grande sperone di roccia che ancora oggi caratterizza la conformazione del borgo. Una delle poche fonti certe è il ritrovamento - in contrada Vicenne, a circa due chilometri dal paese - di alcune tombe databili tra il IV e gli inizi del III secolo avanti Cristo.
Successive testimonianze storiche risalgono al Medioevo, quando il feudo faceva parte del Contado del Molise: come tanti borghi delle valli molisane, anche Bagnoli nel corso dei secoli ha subito la dominazione da parte di diverse famiglie nobiliari, diventando successivamente parte del Regno di Napoli e quindi del Regno d'Italia.
Nel Novecento vengono introdotte in paese alcune importanti innovazioni, come l’acquedotto e l’illuminazione idroelettrica: ciononostante, anche Bagnoli subisce il progressivo e inesorabile spopolamento che vede centinaia di cittadini migrare verso le grandi città italiane. Ad esempio Roma, dove i bagnolesi trovano lavoro come stallieri o vetturini delle storiche “botticelle” romane, piccole carrozze trainate da cavalli. Questa tradizione di impiego come conducenti ha portato ad avere ancora oggi molti degli autisti di taxi romani originari di Bagnoli del Trigno e degli immediati dintorni.
Sulla sommità della rocca, a dominare l’intera vallata, si erge l’antico castello Sanfelice. Di epoca longobarda, nasce come baluardo di difesa arroccato e inaccessibile su tre lati. L’ingresso, ancora oggi, avviene solo da un’apertura laterale a cui si accede attraverso una rampa di acciottolato.
Nel corso dei secoli il castello ha a mantenuto la sua funzione difensiva, diventando dimora delle diverse famiglie che di volta in volta hanno dominato sul borgo di Bagnoli. Dell’impianto strutturale originario facevano parte anche una torre quadrangolare, una cisterna, un pozzo e una fontana in pietra. Nel corso dei secoli sono state apportate poche modifiche: quelle più visibili sono il portale d’ingresso, le scuderie e una loggetta di stile rinascimentale, fatta costruire probabilmente dalla famiglia Sanfelice che occupò il castello a partire dal XIII secolo.
Il progressivo deterioramento delle mura, soprattutto a partire dagli inizi del Novecento, ha fatto intervenire nel 1985 il Ministero dei Beni Culturali con importanti lavori di restauro che mettessero in sicurezza la struttura, in particolare i suoi interni. All’ingresso è stata restaurata una volta in pietra ancora appartenente alla struttura originaria, l’unica non crollata. I lavori di consolidamento sono ancora in corso e oggi il castello non è accessibile al pubblico: merita comunque una salita alla rocca, percorrendo la suggestiva Scalinata Sanfelice, soprattutto per godere della splendida vista sulla valle del fiume Trigno e sulle colline circostanti.
Posta al di sotto del castello Sanfelice, incastonata tra due speroni di roccia, sorge la chiesa di San Silvestro. La sua collocazione è davvero unica e spettacolare, perché costruita letteralmente ad incastro tra due grossi blocchi di roccia: solo due facciate sono visibili, mentre le altre si fondono all’interno della rupe.
Così come il castello, anche la chiesa si raggiunge attraverso le strette stradine del borgo: al termine di una ripida scalinata il viaggiatore stanco potrà finalmente ammirarne il suo bel portale in stile romano-gotico. La costruzione dell'edificio viene datata tra il XIII e il XIV secolo, ma la struttura ha subito numerosi rimaneggiamenti a causa soprattutto dei crolli dovuti a terremoti e incendi che si sono susseguiti nel corso dei secoli.
L’interno presenta tre navate con pilastri di forma quadrata, l’altare di marmo risale agli inizi del Settecento. Degno di nota, sulla navata destra, un bel crocifisso ligneo con arti snodabili, utilizzato per le processioni della Settimana Santa. Il campanile, staccato rispetto alla struttura principale, si erge sulla sommità della rocca e segna in maniera inconfondibile il profilo dell’orizzonte. La sua sommità è arricchita da una cupola a cipolla rivestita da maioliche colorate.
Situata nella parte bassa del paese, è la chiesa più grande di Bagnoli: risale al XVIII secolo, come indicato dall'epigrafe del 1726 sopra l'arco trionfale dell'altare maggiore. L’edificio ha subito diversi restauri nel corso del tempo: in epoca recente è rimasto chiuso a causa dei danni causati dal terremoto dell'Aquila del 2009, riaprendo le porte solo nel 2018.
La facciata della chiesa è rimasta incompiuta e ha subito interventi di restauro negli anni ’50 del Novecento, che però ne hanno alterato il contesto originale. L’edificio ha una pianta rettangolare; all'interno, la chiesa ha una navata unica decorata con stucchi policromi e dorati tipici del tardo barocco. L'altare presenta una volta a calotta con la Piramide della Massoneria in rilievo, mentre il tabernacolo centrale è composto da tre nicchie: al centro si trova la statua di Cristo redentore, a sinistra la Madonna e a destra San Giuseppe con il Bambino.
Il campanile, realizzato in blocchi di pietra squadrati, ha anch’esso una cupoletta a cipolla simile a quella della chiesa di San Silvestro e al suo interno ospita l’enorme campana da oltre tre tonnellate fusa dalla celebre Pontificia fonderia Marinelli di Agnone.
Proseguendo la passeggiata tra le vie del centro storico si possono ammirare la chiesa di Santa Caterina d'Alessandria - una delle più antiche del borgo - e la suggestiva piazza Olmo decorata da mattonelle multicolori. Nell'antico edificio in via Chiesa al numero 18 si può infine visitare il presepe più grande del Molise: si tratta di una esposizione permanente, sempra aperta nel periodo natalizio e visitabile tutto l’anno su richiesta.
Ogni anno, il giorno 18 di agosto si può festeggiare con Frammenti d'Antico, una rivisitazione storica in abiti d’epoca con spettacoli di vario genere e piatti tipici. L’evento principale di questa manifestazione - nata alla fine degli anni Novanta - è la cosiddetta “elezione dei due sindaci”: viene ricordata una tradizione del passato, quando le due parti del paese - la Terra di sopra e la Terra di sotto - venivano governate a semestri alterni. Una processione formata dagli abitanti del luogo sfila per le strade del borgo e si dirige in piazza, dove avviene l’elezione dei sindaci sancita dal numero di fagioli che ciascun candidato riesce ad ottenere come voti in suo favore. La serata prosegue tra stand gastronomici e spettacoli che accompagnano i visitatori fino al gran finale, con la parata delle farfalle luminose - danzatrici in abiti luminescenti - e i giochi pirotecnici all’interno del castello a ricordo il grande incendio che lo distrusse.
Sicuramente più legate alle tradizioni e molto sentite dai bagnolesi sono il Carnevale dei Mesi - dove gli abitanti sfilano in abiti tradizionali campagnoli a rappresentare tutti i mesi dell’anno, accompagnati da canti e musiche popolari - e le 'Ndocce, processione natalizia con torce che vengono infine spente con il vino nuovo spillato dalla botte, rito beneaugurante per i futuri raccolti.
Tra una processione e un ballo, non mancherà al viaggiatore l'occasione di assaggiare alcuni piatti tipici del borgo come lo “scattone”, pasta affogata nel vino originale di Bagnoli del Trigno. Altre bontà culinarie dei dintorni sono le “sagne”, una sorta di tagliatelle spezzate, la “pizza manca lievite”, cioè una pizza non lievitata farcita con pezzetti di carne e pancetta, e infine la “paniccia”, un sostanzioso pasticcio di verdure e polenta.
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Il Molise esiste: percorrerlo con lentezza svelerà una terra sincera, selvaggia e certamente montuosa
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