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Salcito

Quasi a ridosso del confine con l’Abruzzo, a più di 600 metri sul livello del mare, sorge il borgo di Salcito: il fiume Trigno lo costeggia a valle e numerose morge punteggiano le campagne circostanti. Poco distante, il regio tratturo Celano-Foggia suggerisce al viaggiatore che il profondo Molise non è ormai lontano.

Le ipotesi sull'origine del nome sono varie: si pensa derivi dal longobardo Salectu in quanto nel territorio vi era una “sala”, probabilmente un edificio composto da un unico ambiente nel quale si distribuivano le rendite fondiarie. Altre fonti parlano di una somiglianza con salice: date le caratteristiche idrogeologiche del territorio, la zona poteva essere ambiente ideale per questo tipo di alberi. Durante il periodo normanno e svevo il borgo fu chiamato Salicitum, per poi divenire Castrum Saliciti nel XV secolo e infine Salceto.

Quale che sia la vera origine del suo nome, si ritiene plausibile che fu proprio attorno a quella sala, luogo di scambi, che i longobardi costruirono un primo nucleo abitato. Venne probabilmente eretto come avamposto fortificato al tempo del duca Adalgiso o Adelchi di Benevento, che nell’anno 878 mise sotto assedio Trivento caduta in mano ai Saraceni. Tanti furono i proprietari feudali che si spartirono il territorio di Salcito nei diversi secoli, forse per la sua posizione non troppo distante dal tratturo Celano-Foggia, preziosa via di collegamento e di scambio merci. Tra le famiglie più importanti che dominarono il borgo si ricordano i d’Evoli, i Pietravalle, i Di Capua, i Galluccio e infine i de Regina. Nel 1654 Salcito divenne proprietà del marchese Paolo Francone, che scelse questo borgo come centro dei vasti possedimenti dei Francone in Molise.

Visitare Salcito e i suoi dintorni

Il devastante terremoto del 1456 - lo stesso che rase al suolo la vicina Agnone - colpì aspramente anche Salcito, privandola da un giorno all'altro della sua secolare storia e di buona parte dei suoi edifici medievali. Non è un caso che il maggior edificio storico civile presente in paese - il palazzo baronale Mascione - fu eretto successivamente al sisma, e più precisamente nel 1492.

Edificio di rilievo posto nella parte alta del borgo antico è la chiesa di San Basilio Magno. Con il suo campanile a torre e una facciata del XVI secolo è una discreta opera di architettura sacra che racchiude un piccolo tesoro al suo interno: un capitello con decori vegetali di epoca romanica rinvenuto nei dintorni di Salcito. Alle spalle di San Basilio si trova l’antico forno del paese e nei paraggi si può leggere una pandetta - ovvero un’iscrizione sul pietra - con istruzioni e regole riguardo alla cottura del pane, dato che un tempo vi era una decima da pagare al barone per l’utilizzo del forno. Fu probabilmente per evitare questa tassa che i molisani - e non solo - inventarono la cottura detta “sotto la coppa”, dove il cibo cuoce nascosto sotto la brace protetto da un coperchio di metallo.

Passeggiando lungo le strade del borgo è la chiesa di San Rocco, con i suoi imponenti finestroni, a catturare l’attenzione del viaggiatore: posta sopra una scalinata, offre un belvedere da cui poter ammirare un affaccio suggestivo sulla valle del Trigno. La chiesa fu voluta dal parroco Don Antonio Lalli agli inizi del 1800 perché quella di San Basilio era diventata troppo piccola per la cittadinanza: tutti gli abitanti si impegnarono per costruire personalmente la chiesa, portando in spalla o sulla testa pietre e mattoni. Quando il parroco morì si fermò anche il cantiere e l’edificio non venne completato di tetto e mura esterne: solo negli anni 2000 i lavori sono stati conclusi e la chiesa è stata finalmente consacrata.

I dintorni del paese sono dedicati alle bellezze naturali che raccontano di un lontano passato. Innanzitutto la Morgia Pietravalle, anche conosciuta come Morgia dei Briganti: un'affascinante roccia simbolo del Molise più autentico. A due chilometri dal centro abitato troviamo la placida Fonte del Trocco, antica sorgente di acqua pura vicino alla quale sorge una rilassante zona ristoro. Alla stessa distanza dal paese ma in altra direzione si incrocia il tratturo Celano-Foggia, millenaria pista di passaggi e commerci, per una tranquilla camminata lungo un percorso costellato di cascine, chiese pastorali e piccole borgate.

Prima di rimettersi in viaggio rimane giusto il tempo per un'ultima curiosità su Salcito, un’usanza assai peculiare che si ripete - ogni anno - il 14 giugno in onore del patrono San Basilio: la benedizione dei taxi provenienti da Roma. Questo insolito evento nasce dall’origine salcitana di molti tassisti, che si trasferirono nella capitale durante gli anni dell'emigrazione. Tuttora legati alle origini e alle tradizioni, una volta all'anno gli autisti si danno appuntamento nel paese natìo per festeggiare: nel corso della giornata il viaggiatore distratto potrebbe pensare di aver sbagliato un bivio - chissà dove, chissà quando - e dopo lungo andare essersi ritrovato per errore nella Città Eterna.

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Il tratturo Celano-Foggia nei pressi di Salcito
Il tratturo Celano-Foggia nei pressi di Salcito